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Plurimi contratti a termine, l’illegittimità del primo priva di efficacia i successivi


In presenza di una pluralità di contratti a tempo determinato, qualora il primo contratto della serie sia dichiarato illegittimo, con conseguente trasformazione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato, la stipulazione dei successivi contratti non incide sulla già intervenuta trasformazione del rapporto, salva la prova di una novazione ovvero di una risoluzione anche tacita del medesimo (Corte di Cassazione, ordinanza 14 novembre 2019, n. 29674).


Una Corte d’appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, aveva dichiarato la conversione dei plurimi contratti a termine intercorsi fra un lavoratore ed un’azienda farmaceutica, in un unico contratto a tempo indeterminato, applicando al rapporto “ricostruito” il regime orario del primo contratto a termine stipulato (orario part time di 7,5 ore settimanali, laddove i successivi contratti a termine prevedevano un orario superiore di 18 ore settimanali). La Corte territoriale, in sostanza, aveva ancorato la statuizione di conversione alla declaratoria di nullità del termine apposto al primo dei contratti, assumendo le condizioni contrattuali contenute in quest’ultimo quale parametro di riferimento per determinare le modalità di svolgimento del rapporto.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando che la nullità parziale di tutti i contratti a termine non aveva investito le altre clausole relative alle condizioni contrattuali (compresa quella sull’orario settimanale) e la reintegra avrebbe dovuto perciò avvenire alle ultime condizioni concordate dalle parti.
Per la Suprema Corte il ricorso non merita accoglimento, considerato che esso si appunta sul contenuto della sentenza di prime cure, così come interpretato da parte ricorrente, e il motivo manca di specificità. Nel merito, poi, la doglianza è contraria al principio di diritto per cui, in presenza di una pluralità di contratti a tempo determinato, qualora il primo contratto della serie sia dichiarato illegittimo, con conseguente trasformazione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato, la stipulazione dei successivi contratti non incide sulla già intervenuta trasformazione del rapporto, salva la prova di una novazione ovvero di una risoluzione anche tacita del medesimo. Pertanto, una volta accertata con sentenza passata in giudicato la sussistenza tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ogni successiva stipulazione di contratti a termine intervenuta “medio tempore”, così come il contenzioso giudiziale pendente relativo ad essi, non può incidere su detto accertamento (Corte di Cassazione, sentenza n. 5714/2018).