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Beni d’impresa e partecipazioni: rivalutazione agevolata 2019

Con la recente Circolare n. 8/E del 10 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle novità di carattere fiscale introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Tra le misure in favore delle imprese, il documento illustra anche le disposizioni per beneficiare della rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, con l’applicazione di una tassazione sostitutiva ridotta.

La rivalutazione ha per oggetto i beni di impresa e le partecipazioni, iscritti in bilancio al 31 dicembre 2017, ed è effettuata attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali con l’aliquota:
– del 16% per i beni ammortizzabili;
– del 12% per i beni non ammortizzabili.
Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%.
La rivalutazione agevolata può essere effettuata dai soggetti IRES (Spa, Sapa, Srl, Società cooperative e di mutua assicurazione, Società europee e Società cooperative europee, Enti pubblici e privati, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali) che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.
Sono in ogni caso esclusi dalla rivalutazione gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa.
La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello al 31.12.2017, per il quale il termine di approvazione scade successivamente al 1° gennaio 2019 (anno 2018 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare), deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP a decorrere dal 3° esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita.
Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze, si considera il costo del bene prima della rivalutazione.
Le imposte sostitutive devono essere versate, tramite modello F24, in un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e possono essere compensate con eventuali crediti d’imposta.
Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio ai fini fiscali, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2020.