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Assunzioni dalle liste di mobilità: la spettanza dei benefici in caso di cessione d’azienda


In tema di sgravi contributivi, ai fini di ottenere l’applicazione dei benefici ex art. 8 della L. n. 223/1991, nell’ipotesi di cessione d’azienda, è onere del datore di lavoro fornire la dimostrazione degli elementi di novità intervenuti nella struttura societaria e delle significative integrazioni apportate al complesso originario per consentire a quello ceduto di svolgere autonomamente la propria funzione produttiva


Una Corte d’appello territoriale aveva rigettato l’impugnazione proposta da un datore di lavoro avverso una cartella esattoriale concernente un certo credito vantato dall’Inps a seguito di disconoscimento del diritto ai benefici relativi alle assunzioni agevolate ex L. n. 223/1991. La Corte aveva evidenziato che, a seguito del fallimento del precedente datore di lavoro, si era avuto un effettivo trasferimento di azienda per effetto del quale i lavoratori avevano continuato a lavorare nella stessa struttura, svolgendo le stesse attività, per cui la loro messa in mobilità si era rivelata funzionale esclusivamente ad un passaggio di tutto il complesso ad una nuova proprietà, che ne aveva continuato la gestione imprenditoriale.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro cessionario, lamentando che era stata la curatela fallimentare a licenziare i lavoratori e a porli in mobilità, per cui mancava qualsiasi obbligo per la società che aveva acquistato l’azienda in sede fallimentare, di assumere i lavoratori che avevano prestato la loro attività in favore della società a suo tempo fallita.
Per la Suprema Corte il motivo è infondato. Il riconoscimento dei benefici contributivi ex art. 8, commi 2 e 4, della L. n. 223/1991, in favore delle imprese che assumono personale licenziato a seguito di procedura di mobilità, presuppone che sia accertato che la situazione di esubero sia effettivamente sussistente e che l’assunzione di detto personale da parte di una nuova impresa risponda a reali esigenze economiche e non concreti condotte elusive finalizzate al solo godimento degli incentivi, sicché il diritto ai benefici va escluso ove tra le due imprese sia intervenuto un contratto di affitto del complesso dei beni aziendali, idoneo a configurare un trasferimento di azienda, che importa la continuazione dei rapporti di lavoro con l’acquirente. Soprattutto, in tema di sgravi contributivi, ai fini di ottenere l’applicazione dei benefici ex art. 8 della L. n. 223/1991, nell’ipotesi di cessione d’azienda, è onere del datore di lavoro fornire la dimostrazione degli elementi di novità intervenuti nella struttura societaria e delle significative integrazioni apportate al complesso originario per consentire a quello ceduto di svolgere autonomamente la propria funzione produttiva.