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Assunzione di lavoratori in Cigs con assegno di ricollocazione, le istruzioni Inps per l’esonero


Con circolare n. 77 del 27 giugno 2020, l’Inps fornisce indicazioni per la richiesta e la fruizione dell’esonero contributivo spettante ai datori di lavoro che assumano lavoratori in Cigs beneficiari di un assegno di ricollocazione. Detta riduzione spetta per un periodo massimo di 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato e per un massimo di 18 mesi nelle ipotesi di assunzioni a tempo indeterminato.


Come noto, nei casi di ricorso all’intervento di Cigs per le causali di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale, per le quali non sia espressamente previsto il completo recupero occupazionale, la procedura di consultazione sindacale può concludersi con un accordo che preveda un piano di ricollocazione, con l’indicazione degli ambiti aziendali e dei profili professionali a rischio di esubero. I lavoratori rientranti nei predetti ambiti o profili possono richiedere all’ANPAL, entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione dello stesso accordo, l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione (art. 23, D.Lgs. n. 150/2015), spendibile in costanza di trattamento straordinario al fine di ottenere un servizio intensivo di assistenza nella ricerca di un altro lavoro.
Orbene, il datore di lavoro privato, a prescindere dalla circostanza che assuma o meno la natura di imprenditore, anche se del settore agricolo, il quale assuma il lavoratore nel periodo in cui usufruisce del servizio di ricollocazione, ha diritto ad un’agevolazione contributiva consistente nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a suo carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di importo pari a 4.030,00 euro su base annua, annualmente rivalutato.
Il datore di lavoro beneficiario non deve presentare assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore che ha posto Cigs il lavoratore e che lo ha alle dipendenze.
Ricorrendo detta ipotesi, viene conseguentemente a cessare il rapporto di lavoro tra il lavoratore cassaintegrato e l’azienda dalla quale precedentemente dipendeva e che è stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale (Inps, circolare n. 109/2019).
L’esonero è riconosciuto per una durata non superiore a:
– 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
– 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato; laddove nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi (art. 24-bis, co. 6, D.Lgs. n. 148/2015, inserito dall’art. 1, co. 136, L. n. 205/2017).
L’incentivo spetta per le assunzioni, anche a scopo di somministrazione, a tempo pieno o parziale, fermo restando che in tale ipotesi la misura della soglia massima va ridotta sulla base della durata dello specifico orario di lavoro. Rientrano nel campo di applicazione anche i rapporti di apprendistato ed i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. Il beneficio non spetta, invece, nelle ipotesi di:
– contratto di lavoro domestico;
– contratto di lavoro intermittente;
– prestazioni di lavoro occasionale (art. 54-bis, D.L. n. 50/2017).
La fruizione dell’esonero è subordinata, con riferimento al datore di lavoro che assume, alla regolarità contributiva, all’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro, al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (art. 1, commi 1175 e 1176, L. n. 296/2006). Altresì, il diritto alla fruizione è subordinato al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015).
L’esonero contributivo è cumulabile, nei limiti della contribuzione datoriale effettivamente dovuta, con le altre riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente, nonchè cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica.
Ai fini della fruizione del beneficio, il datore di lavoro interessato deve inoltrare all’Inps, avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “BADR”, disponibile sul sito internet www.inps.it, nella sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, una domanda di ammissione all’agevolazione. L’Istituto, una volta ricevuta la domanda telematica, verifica, mediante la consultazione della banca dati gestita dall’ANPAL, se il lavoratore per la cui assunzione si richiede l’agevolazione sia titolare dell’assegno di ricollocazione e, in caso di esito positivo della verifica, autorizza la fruizione dell’agevolazione per il periodo spettante. In seguito all’autorizzazione, il soggetto interessato può fruire del beneficio mediante conguaglio/compensazione nelle denunce contributive (Uniemens o DMAG), avendo cura di non imputare l’agevolazione a quote di contribuzione non oggetto di esonero.
Il suddetto esonero, ancorché costituisca una misura di riduzione del costo del lavoro con l’utilizzo di risorse statali, si caratterizza come intervento generalizzato, potenzialmente rivolto a tutti i datori di lavoro privati che operano in ogni settore economico del Paese, e dunque non inquadrabile come aiuto di Stato ai sensi della normativa UE.